Cara Moratti ripensaci E riassumi subito Sgarbi
Ci dobbiamo mettere d'accordo una volta per sempre, perché il tira-emolla rischia di diventare una parodia. Vittorio Sgarbi ancora una volta si ritrova al centro delle polemiche e senza delega. Gliel'ha ritirata il sindaco Letizia Moratti, persona che stimiamo per la libertà di pensiero e per il coraggio delle sfide. Sgarbi lo ha voluto lei. E fu una scelta azzeccata. Per Milano e per la Cultura. L'uomo è un'esplosione di idee, è un vulcano di iniziative. Anche provocatorie; molto provocatorie. Se però si ha paura delle sue provocazioni (quindi del suo valore aggiunto), allora tanto vale non cominciare il cammino insieme. Sgarbi non lo si scopre in corso d'opera; Sgarbi si sa già chi è. Per questo lo apprezziamo. Ci piace la sua cromaticità intellettuale. La sconfessione - così dicono - sarebbe dovuta alla delibera su una mostra gay, fatta passare nascondendo la matrice sessuale, e per la partecipazione alla trasmissione Annozero. Per lo scherzetto ha già chiesto scusa. Quanto alla trasmissione di Santoro in cui Sgarbi ha difeso le ragioni del garantismo, non vedo proprio perché debba essere punito. Per il linguaggio? Per il coraggio delle idee? Per che cosa? Non capiamo. Sgarbi ha detto le cose che avremmo voluto dire tutti noi, perché ci siamo stancati di farci fare le prediche da Travaglio e da Santoro. E ci siamo pure stancati del giustizialismo caro a Di Pietro e a Beppe Grillo. Sgarbi a questo punto diventa una questione politica. Sgarbi esce dalla dimensione dell'assessorato tecnico e diventa un politico del centrodestra a tutto tondo. Pertanto lo difendiamo e chiediamo alla Moratti di riconsegnargli le deleghe. Tornare sui proprio passi non è un peccato, né è segno di debolezza. Capita di perdere le staffe e Sgarbi le fa perdere spesso. Però non può pagare per avere espresso in televisione le idee di una cultura politica, tra l'altro dominante. Le ha dette contornandole di parole colorite? E va be', pazienza. Meglio una, due, dieci parolacce piuttosto che le solite frasi su Berlusconi e su Biagi. Sgarbi ritorni a Palazzo Marino e lo si lasci libero di essere Vittorio Sgarbi. Ci piace per questo. Lo stimiamo per questo. La sua difesa sarà la nostra battaglia.
fonte LIBERO
giovedì 8 maggio 2008
Cara Moratti ripensaci E riassumi subito Sgarbi
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